I cachi sono un tipico frutto della stagione autunnale, in latino questo frutto è conosciuto come cibo degli dei, è il frutto nazionale del Giappone, e il suo nome in italiano deriva proprio dall’abbreviazione del nome originale giapponese Kaki no ki; il nome scientifico è invece diòspero Kaki dal greco dios (Dio) e pyros (frumento).

Oltre a essere molto gustoso, il caco è anche ricco di vitamine, soprattutto A (offre il 55 per cento del valore giornaliero raccomandato; anche l’apporto di vitamina C non è da meno, si avvicina al 21 per cento, così come quelle del gruppo B, mentre eccellenti sono le quantità di potassio (ottimo per la regolazione ottimale della pressione sanguigna) seguito da seguito da fosforo, magnesio (i cibi più ricchi di magnesio), calcio e sodio.

Con un basso contenuto di calorie (70 calorie ogni 100 grammi di frutto e con una presenza di acqua pari all’80 per cento) e grassi (solo lo 0,40 per cento), questo piccolo frutto contiene tutti i tipi di fitonutrienti, flavonoidi e antiossidanti, come catechine (noti per avere proprietà antibiotiche e anti-infiammatori e utili per proteggere i piccoli vasi sanguigni da emorragie) nonché gallocatechina e acido betulinico (considerato anticancerogeno – fonte – , antiretrovirale, antinfiammatorio). Altri antiossidanti che si trovano nei cachi includono il beta-carotene, licopene, luteina e criptoxantina. Discreto il contenuto di zeaxantina un antiossidante che aiuta a proteggere la vista, preservando il nostro organo visivo. Il frutto è conosciuto per essere un potente energizzante (ottimo per bambini e gli sportivi ad esempio), tuttavia è da sconsigliare a chi soffre di diabete (*): contiene moltissimo fruttosio (12 per cento di zuccheri), che può essere dannoso per persone che non possono consumare zuccheri (parlane sempre con il tuo medico curante). Dagli effetti diuretici, viene riconosciuta al caco anche la virtù di riuscire a proteggere e depurare il fegato, nonché quello di avere effetti regolatori sull’intestino: con effetto astringenti se il frutto è acerbo, viceversa in caso di frutto maturo.

I cinesi definiscono l’albero del caco, l’albero delle sette virtù, questo perché è un albero che eccelle in tutto, dai frutti, al legno, alle foglie, queste ultimi ricchissime di sostanze nutrienti e quindi ottime come concime. È anche conosciuto come Albero della pace, pare, infatti, che in seguito alla bomba atomica di Nagasaki diversi albero di caco sopravvissero.

Le diverse qualità di cachi

In Italia esistono diverse specie di cachi, quella più diffusa è contraddistinta dalla polpa che, a maturazione completa, diventa molto cremosa, gelatinosa, ma dal gusto inconfondibile. Ottima anche la qualità vaniglia, sostanzialmente il frutto è uguale ma la polpa risulta compatta. Le varietà più coltivate in Italia sono la Vaniglia di Campania, il Loto di Romagna, la Misilmeri di Sicilia, così come la Suruga, Kawabata e Fuyu. Il caco va necessariamente consumato a maturazione completa, è infatti quasi impossibile consumarlo prima, il gusto allappato (astringente per il palato), dovuto alla presenza di buone quantità di tannini, lo rende praticamente immangiabile. Niente paura, il frutto matura anche una volta raccolto dall’albero, se vuoi accelerarne la maturazione leggi qui come fare.

Di recente va molto di moda, la varietà conosciuta come kaki mela, frutto dell’incrocio tra mela e caco, la loro peculiarità è data dal fatto che contenendo pochi tannini, risultano meno allappati anche da acerbi. La loro polpa, così come quella dei cachi alla vaniglia, è soda e croccante (tipica di alcune specie di mela), possono quindi essere impiegati anche in cucina per preparare gustose preparazione agrodolci. Le varietà di caco mela più note sono: Fuyu, Hana Fuyu, O’Gosho e Jiro.

Alcune curiosità

Anticamente in Giappone i cachi venivano conservati nei barili del sake (una bevanda alcolica giapponese che si ottiene dal processo di fermentazione di riso, acqua e spore koji), all’interno delle botti i vapori dell’alcool acceleravano la maturazione dei cachi. In Cina, invece, questi frutti sono fatti maturare grazie alla loro immersione in barili con foglie tritate di una particolare specie di Ficus, o con incenso fumante. Il processo di essiccazione fa si che i cachi perdano il gusto astringente, conservandosi per tutta la stagione invernale.

* Questo sito non è una testata medica, le informazioni riportate hanno scopo puramente informativo, non possono quindi intendersi come sostituite, in alcun modo, delle prescrizioni mediche o di altri operatori sanitari. Se ti sono state assegnate cure mediche l’invito è quello ASSOLUTAMENTE di NON interromperle né variarle.

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Cachi, uno dei frutti principe dell’autunno. Tutte le qualità e perchè fanno bene alla salute

Ultima modifica: 2016-10-19T14:44:51+00:00

da Luna



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1 commento

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