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Cinque o più porzioni di frutta secca a settimana riducono gli stati infiammatori

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Noci tritate

Una ricerca svoltasi presso il Brigham and Women Hospital e pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition, mette in evidenza come esista una stretta relazione tra assunzione di frutta a guscio e livelli più bassi di biomarcatori legati all’infiammazione: proteina C-reattiva – (CRP), l’interleuchina 6 (IL-6) e il tumor necrosis factor receptor 2 (TNFR2). Ying Bao, uno degli studiosi che ha preso parte allo studio, ha dichiarato: “Diversi studi hanno sempre sostenuto il ruolo protettivo delle noci contro i disturbi cardiometabolico, come le malattie cardiovascolari e il diabete di tipo 2; sappiamo che l’infiammazione è un processo chiave per lo sviluppo di queste malattie. Il nostro nuovo lavoro suggerisce che le noci possano esercitare i loro effetti benefici riducendo in parte l’infiammazione sistemica”.

La ricerca ha così appurato che i partecipanti che avevano consumato cinque o più porzioni di frutta secca a settimana avevano più bassi livelli di CRP e IL-6 rispetto a quelli che non hanno mai o quasi mai mangiato noci. Inoltre, le persone che avevano sostituito tre porzioni settimanali di noci al posto di carne rossa, carni lavorate, uova o cereali raffinati, manifestavano livelli significativamente più bassi di CRP e IL-6.

Arachidi e noci contengono diversi componenti salutari come: magnesio, fibre, L-arginina, antiossidanti e acidi grassi insaturi come l’acido α-linolenico. I ricercatori non hanno ancora stabilito quale di questi componenti, o se la combinazione di tutti questi, può offrire una protezione contro l’infiammazione, ma Bao e i suoi colleghi sono già a lavoro per capirne di più.

“Molto resta ancora sconosciuto su come la nostra dieta influenza l’infiammazione e, a sua volta, il nostro rischio di malattia” – ha riferito Bao – “Ma il nostro studio dimostra un ruolo salutare complessivo importante per le noci e suggerisce che ridurre gli stati infiammatori è un un potenziale meccanismo che può aiutare a spiegare i benefici della frutta secca sulle malattie cardiometaboliche”.

Sempre a proposito di grassi insaturi, è opportuno segnalare uno studio dell’Università di Harward che ha coinvolto 120mila persone. La ricerca ha appurato che le persone che consumano spesso grassi insaturi hanno un rischio molto più basso di morire in giovane età. Nella fattispecie, si è scoperto che i grassi vegetali sani, come quelli presenti in olio d’oliva, avocado, noci, arachidi, mandorle e semi di girasole, riducono il rischio di invecchiamento precoce almeno del 19%. (fonte)

Un altro studio pubblicato sul magazine BMC Medicine, dimostra che bastano 20 grammi di frutta secca al giorno per abbassare del 30 per cento il rischio di incorrere in malattie delle coronarie e del 15 per cento quello di sviluppare un tumore. E non finisce qui, sembra anche che noci e nocciole, così come pistacchi, arachidi, pinoli etc, dimezzino le probabilità̀ di morire per problemi respiratori, diminuendo del 40 per cento le probabilità di perire a causa diabete. (fonte)

Cinque o più porzioni di frutta secca a settimana riducono gli stati infiammatori

Ultima modifica: 2016-08-01T10:36:56+00:00

da Luna

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