Coloranti alimentari

Il colorante E120 lo troviamo tra gli ingredienti di caramelle, gelati, succhi di frutta, bibite, cosmetici e merendine varie. È di fatto l’elemento principale dell’alchermes, la cui etimologia deriva dal termine arabo al-qirmiz che significa, guarda caso, cocciniglia. A proposito di coloranti alimentari, forse non sai che questi sono caratterizzati dalla lettera E seguita da un numero variabile tra 100 e 199, il numero rappresenta il valore cromatico dell’elemento; la presenza della lettera A o B seguita dal numero, ad esempio E140A, indica una sotto-categoria del colorante.

Di cosa si tratta?

Colorante E120Questo colorante alimentare di origine animale (se sei vegana prendine nota) si ricava da un piccolo parassita che prende il nome di cocciniglia, in particolare dalle femmine della specie Dactylopius, Dactylopius coccus e della specie Kermes vermilio. Le specie di cocciniglia più diffuse nel nostro clima mediterraneo sono quella rosso forte (Aonidiella aurantii) e la cocciniglia cotonosa-solcata (Icerya purchasi), facilmente riconoscibile per la produzione di una muffa bianca che ricopre la superficie delle foglie prese di mira. Se anche le tue piante sono infestate dalla cocciniglia leggi i rimedi per la cocciniglia.
L’uso della cocciniglia per ricavare il colorante rosso risale all’antichità, quando diversi popoli utilizzavano il liquido nella tintura di stoffe e nei colori per affreschi e quadri.

L’insetto ha la particolarità di secernere un liquido pastoso dal colore rosso intenso che utilizza per difendersi dai predatori, ed è proprio questo liquido che, una volta estratto dal corpo dell’animale, diventa colorante E120. Per produrre 1000 grammi di questo colorante è necessario “sacrificare” circa 155mila insetti dai quali, attraverso un determinato processo (idrolisi enzimatica), viene estratto l’acido carminico (da qui il termine rosso carminio), ovvero la molecola che conferisce il colore rosso al liquido prodotto dalla cocciniglia. Rispetto ad altri processi di estrazione, l’idrolisi enzimatica dovrebbe garantire un prodotto in grado di scatenare meno allergie, eliminando gran parte delle proteine degli insetti che potrebbero contaminare il colorante E120. Purtroppo non si tratta di una tecnica sempre applicata, spesso si estrae il colorante immergendo gli insetti in acqua calda, poi esponendoli a una fonte di calore in grado di essiccarli a circa il 30 per cento del loro peso corporeo.

A riguardo delle allergie al colorante E120 c’è da dire che, poiché si tratta di una colorazione che è ampiamente usata come additivo alimentare, ma anche come eccipiente farmaceutico e nella composizione di numerosi prodotti cosmetici, non è sorprendente che le reazioni allergiche possono manifestarsi sia tramite ingestione che per contatto cutaneo diretto, a tal proposito, diverse categorie pro-consumatori si sono nel tempo battute affinché l’uso del colorante nei prodotti venisse esplicitamente riportato in etichetta. Attraverso la miscelazione con altre componenti, dal colorante E120 rosso si ricavano anche altre tonalità di colore: arancione, viola e rosa.

Colorante E120. Cos’è e da dove si ricava?

Ultima modifica: 2017-02-09T12:51:28+00:00

da Luna



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1 commento

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