L’inverno sembra essere la stagione ideale per prendere sagge decisioni e, diversamente da quanto in molti pensano, la fredda stagione non aumenta i casi di depressione. Quest’anno, prova a salutare l’inverno un po’ di più ottimismo!

Recenti ricerche suggeriscono che le temperature più calde alterano la nostra capacità di assumere decisioni complesse, facendoci addirittura soprassedere nel farlo. A temperature più rigide si è in grado di valutare le opzioni e scegliere la migliore, non importa quanto sia cognitivamente complessa la decisione da prendere. Ciò non significa che chi abita in climi più freddi sia più propenso a prendere decisioni più efficaci e viceversa, l’uomo col tempo riesce ad acclimatarsi fornendo pari prestazioni sia in condizioni di caldo esagerato che di freddo glaciale. La differenza sarebbe invece percettibile nel caso di piccole digressioni rispetto a una temperatura normale prevista.

Può essere difficile da credere, ma essenzialmente si tratta di una questione di chimica. Quasi tutto ciò che facciamo, sia che si tratti di un’azione fisica sia mentale, attinge dalla stessa fonte energetica: il glucosio. Usiamo il glucosio per camminare, parlare, respirare, lo usiamo anche quando compiamo azioni che richiedono un certo sforzo mentale, come prendere decisioni importanti, esercitare l’autocontrollo, sopprimere alcune risposte emotive…

Uno dei compiti più importanti del nostro corpo è la regolazione della temperatura. Quando la temperatura circostante è particolarmente calda o fredda, per mantenere il giusto calore dobbiamo far ricorso a energia supplementare, che il corpo attinge proprio dal glucosio; tremiamo o sudiamo cercando di evitare l’ipotermia o i colpi di calore. Questi due processi di correzione della temperatura tuttavia non hanno il medesimo dispendio di glucosio, far scendere la temperatura richiede più energia rispetto al processo inverso di riscaldamento. Risiedere quindi in un ambiente con temperatura calde equivale a un maggior consumo di glucosio, con conseguente riduzione delle nostre capacità di funzionamento cognitivo, che si ripercuotono sulle nostre capacità decisionali, influenzandole! (fonte)

In uno studio di laboratorio coordinato da Amar Cheema dell’University del Virginia e Vanessa M. Patrick dell’University di Houston, alcuni partecipanti sono stati invitati a leggere un articolo mettendo in evidenza semplici errori ortografici e grammaticali; alcuni partecipanti allo studio sono stati fatti accomodare in stanze con temperatura ambiente di 25 gradi (caldo), altri in un’analoga stanza con temperatura sensibilmente più fresca: 19,4 gradi. Si appurato che i partecipanti ospitati nelle camere calde hanno manifestato risultati significativamente peggiori rispetto ai partecipanti che hanno effettato il test in locali con temperatura più fresca. I risultati della ricerca suggeriscono che anche semplici compiti cognitivi possono essere influenzati negativamente da un eccessivo calore ambientale.

Nel test gli studiosi hanno ridotto la disponibilità di glucosio in metà dei partecipanti prima di metterli nei relativi ambienti caldi o freddi. Si è quindi appurato che le persone poste in ambienti caldi si comportavano quasi come quelle con disponibilità ridotta di glucosio. Il risultato indica che le temperature calde favoriscono uno sfinimento naturale delle risorse, che a sua volta deteriora le funzioni cognitive.

I sintomi depressivi sono influenzati dalle stagioni?

Da sfatare anche il mito secondo il quale l’inverno è una stagione che favorisce gli stati depressivi. Il tempo è grigio e spesso piovoso, è difficile stare all’aria aperta e tutto può sembrare più deprimente. Per questo motivo, molte persone riferiscono un aumento dei sintomi di depressione durante i mesi invernali, una condizione che è stata soprannominata SAD o Disordine Affettivo Stagionale; i sintomi inizierebbero durante l’autunno per poi protrarsi nei mesi invernali (in modo meno accentuato anche durante la primavera e l’estate), insidiando l’energia e facendo sentire volubili.

Un gruppo di ricerca guidato dal professor Steven G. Lobello della Auburn University di Montgomery ha voluto determinare se le stagioni possono influenzare in modo significativo la salute mentale di una persona. Per farlo, i ricercatori hanno esaminato i sintomi depressivi di oltre 34mila adulti americani ai quali è stato chiesto, in diversi momenti dell’anno, di completare un sondaggio circa i loro sintomi depressivi. I ricercatori hanno utilizzato le informazioni per cercare un legame tra sintomi depressivi e periodo dell’anno, senza però riuscire a individuare nessun dato significativo. “I risultati non supportano la validità di una tesi che vuole la depressione essere associata a una particolare stagione” hanno sottolineato i ricercatori, che continuano: “L’idea di depressione stagionale può essere fortemente radicata nella psicologia popolare, ma non è supportato da dati oggettivi”.

Naturalmente, è possibile che alcuni individui depressi non siano influenzati dalle stagioni, mentre altri si, per lo meno siamo però sicuri del fatto che la maggior parte della popolazione non dovrà preoccuparsi diventare più depressa quest’inverno.

Tutta colpa della serotonina?

Secondo i ricercatori dell’Università di Copenhagen, il SAD sarebbe causato dalla serotonina, che durante la stagione invernale e in condizioni di minor luce verrebbe prodotta in quantità minori, con conseguente abbassamento dei livelli di SERT, il trasportatore della serotonina. Per stabilirlo gli studiosi hanno osservato mediante PET cosa accade nel cervello di undici persone affette da SAD e ventitré volontari sani. Ne è emerso che i partecipanti affetti da SAD manifestavano livelli più alti di SERT durante l’inverno, che corrispondono a una maggiore rimozione di serotonina in inverno, ciò non accadeva nei soggetti “sani” osservati. “Crediamo di aver individuato il sistema con il quale il cervello si trasforma quando deve regolare la serotonina al variare delle stagioni” ha spiegato la dott.ssa Mc Mahon, una delle autrici dello studio. (fonte)

I benefici inaspettati dell’inverno

Ultima modifica: 2017-01-10T19:02:54+00:00

da Luna



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