Uno dei frutti più buoni che ci regala l’estate, è sicuramente la pesca, ricca di sali minerali, fibre e vitamine, in grado di favorire il senso di sazietà con un apporto calorico davvero di poco conto. Originario della Cina, l’albero del pesco arrivò in Grecia grazie ad Alessandro Magno, mentre ai Romani si deve la sua diffusione nel vecchio continente.
La fioritura del pesco, che avviene già a inizio primavera, regala incredibile fascino anche in giardino.
Di varietà di pesco ne esistono tante: quello a polpa bianca, quello a polpa gialla, la tabacchiera (dalla classica forma appiattita, conosciuta anche come pesca Saturnina o Saturnia), quello a pelle vellutata, e a pelle liscia… La pesca è un ottimo frutto che è possibile consumare fresco, oppure utilizzarlo per preparare marmellate (prova la mia ricetta), aggiungerlo a torte fresche, preparare succhi o liquori.
Prova la mia squisita crostata alla pesche fresche. È un frutto relativamente semplice da coltivare, anche in giardino (raggiunge l’altezza massima di 6-8 metri). Non richiede tanta manutenzione, può resistere senza problemi a inverni molto freddi ed estati molto calde (anche a temperature inferiori ai 15-18 gradi o di poco superiori ai 35), i frutti sono quasi sempre molto generosi. Affinché il pesco fortifichi in modo copioso, è necessario che l’inverno si manifesti con temperature abbastanza fredde, anche se è il gelo, soprattutto se tardivo, può rovinare definitivamente la fioritura, che avviene precocemente, e che quindi determina un raccolto molto misero.

Prova la mia deliziosa crostata di pesche
Prova la mia deliziosa crostata di pesche

Le diverse specie di pesco

Tra le specie di pesco più conosciute figura sicuramente la Prunus Persica Vulgaris, riconoscibile dai frutti la cui pelle è vellutata, idonea per essere consumata fresca oppure per creare marmellate a altri prodotti conservieri. Un’altra specie è la Persica laevis, nota anche come nettarina o pesca-noce, che si contraddistingue da frutti con pelle liscia. Di varietà, invece, se ne conoscono oltre 6mila. Una particolare specie è quella conosciuta come tabacchiera (Prunus persica var. platycarpa), prodotta essenzialmente alle pendici dell’Etna (da qualche tempo si coltiva bene anche in Romagna) si distingue dalle altre per la sua forma schiacciata, per la polpa di colore bianco, il nocciolo molto piccolo e per essere particolarmente zuccherina.

Coltivare il pesco in vaso

Esistono delle varietà di pesco che è possibile coltivare in vaso (che deve avere almeno mezzo metro di larghezza e profondità) da sistemare sul balcone o terrazzo. Le più conosciute sono il pesco nano bonanza e il pesco noce nano nectarella. Acquista giovani piante di un almeno un anno di età; perché il pesco vegeti bene, dovremmo assicurarci un corretto drenaggio, adagiando sul fondo del vaso uno strato di ghiaia (oppure argilla espansa), assicurandoci che il fondo del vaso sia ben drenato e impossibilitato a contenere acqua in eccesso. La radice nuda va piantata da ottobre ad aprile, mentre la messa a dimora del vaso va compiuta al principio dell’inverno; in questo modo le radici avranno tutto il tempo necessario per prepararsi alla germinazione primaverile. In autunno è consigliabile interrare nel vaso della cornunghia,mentre a primavera si procede ammendando concime organico pellettato a lenta cessione. Bisogna posizionare il vaso in un’area soleggiata e avere cura di concimare ripetutamente, prima dell’avvento dell’inverno e della primavera. Il pesco necessita di irrigazioni regolari, con una maggiore quantità di acqua prima della raccolta dei frutti, cosi da da migliorarne il sapore.

Malattie e parassiti del pesco

Il pesco è sovente attaccato da cocciniglie, afidi e tignole; queste ultime depongono le uova sulle gemme portandole alla morte. L’insetto attacca spesso anche i frutti. Tra le malattie una delle più comuni è la “Bolla del pesco” (Taphrina deformans): si manifesta su germogli e sulle foglie che vengono deformate da questo fungo creando protuberanze che ricordano appunto delle bolle di colore giallo tendente al rossiccio. Questa malattia si manifesta in condizioni di umidità elevata e temperatura nell’intorno degli 8 gradi centigradi. La malattia colpisce in gran parte la qualità nettarina, per combatterla si interviene con prodotti rameici, il primo intervento si effettua subito dopo la caduta delle foglie, un secondo trattamento, invece, si effettua tra la fine di gennaio e febbraio o comunque poco prima dell’apertura delle gemme.

È la malattia più importante della pianta. Le foglie attaccate dal fungo seccano e cadono a terra.
È la malattia più importante della pianta. Le foglie attaccate dal fungo seccano e cadono a terra.

Il concime giusto

Le piante giovani vanno concimate ogni primavera con concime ricco di azoto, quelle più adulte gradiscono un trattamento con concime composto da azoto (il principale fattore di accrescimento della pianta), potassio (per lo sviluppo delle pianta) e fosforo (che favorisce la fioritura, l’allegagione e la lignificazione). Una mediocre colorazione dei frutti e il loro ritardo nella maturazione può essere uno dei segni di mancanza di azoto, la mancanza di potassio, invece, può manifestarsi con poca colorazione dei frutti, che possono presentare aloni gialli. Per favorire la conservazione del frutto, sarebbe opportuno, in caso di carenza – ovviamente – applicare sulla chioma della pianta del calcio, questo minerale, infatti, favorisce la conservazione del frutto.

Come e quando potare il pesco

Il mese migliore per la potatura è solitamente febbraio, anche se il periodo giusto può variare a seconda del clima locale. Quando ci troviamo dinanzi a piante giovani, la potatura è relativamente semplice, basta infatti eliminare i rami presenti nelle parti più apprezzati della chioma e quelli troppo vigorosi e con crescita verticale.

Su piante invece in piena produzione, si rende necessaria una potatura più accentuata, questo stimolerà la formazione di nuovi germogli. In modo del tutto indicativo si può dire che è necessaria una potatura con asporto del 50% dei rami di un anno, avendo cura di eliminare quelli che risultano essere troppo deboli e molto rigorosi. La potatura va sempre fatta tenendo conto il pesco ha bisogno di luce, bisogna pertanto operare in modo da creare delle aperture che consentano al sole di illuminare ogni zona della pianta,

In caso di piante giovani o molto vigorose, si potrebbe rendere necessario una piccola potatura anche nei mesi di giugno-luglio, un paio di settimane prima del raccolto. In questo modo si incentiverà l’esposizione dei frutti al sole, favorendo il ricircolo dell’aria interno dei rami della pianta, con una maturazione facilitata, una maggiore lignificazione dei germogli e un minor rischio di incorrere in marcizione dei frutti.

Come sciroppare le pesche

Lavale per bene le pesche, poi sbollentale per 4-5 minuti, quindi pelale e tagliale a spicchi. In una pentola prepara lo sciroppo con acqua e zucchero (200 grammi di zucchero ogni mezzo litro di acqua) facendolo bollire per 10 minuti. Riempi i vasetti (precedentemente sterilizzati) con qualche spicchio di pesca, quindi versa lo sciroppo in modo da coprire la frutta. Chiudi il barattolo e riponilo in una pentola coperta di acqua, separa i vari vasetti con con un canovaccio in modo tale che attutisca gli eventiali colpi tra un barattolo e l’altro durante la bollitura. Fai bollire i vasetti coperti di acqua per almeno un’ora, poi spegni il fuoco e lasciate raffreddare completamente nella medesima acqua.

Pesche affettate

Salva

La pesca, uno dei frutti più buoni dell’estate

Ultima modifica: 2016-08-01T15:53:48+00:00

da Luna



Mostra altri della sezione Giardino & Orto

1 commento

  1. […] Per far maturare velocemente la frutta molto acerba, in particolare, kiwi, pesche, nettarine, riponetela in un sacchetto di carta marrone e riporre lo stesso in un luogo molto buio per uno o due giorni. Una volta matura, refrigerate la frutta per preservarne le vitamine in essa contenute. Se ami le pesche, prova la mia crostata alla pesche, è deliziosa! Qui invece trovi come preparare la Marmellata di pesche. Leggi anche il mio approfondimento sulle pesche […]

    Reply

Lascia un commento

La tua email non sarà pubblicata Required fields are marked *

Potrebbero interessarti…

Concime fatto in casa per le fragole

Voglio mostrarti come preparare un ottimo concime fatto in casa per le tue fragole. Spesso…