Il melograno (Punica granatum), conosciuto anche come “frutto degli Dei” simbolo di abbondanza e longevità, già nell’antica Grecia veniva impiegato come antinfiammatorio naturale e come astringente nei casi di diarrea cronica. È di fatto un supercibo, tipico dell’Afghanistan e della Persia. Consumato fresco o in succo, questo straordinario frutto permette di mantenere altre le nostre le difese immunitarie, regalandoci, tra l’altro, una pelle luminosissima anche dopo poche settimane dall’inizio della sua assunzione. Molti dei componenti del melograno sono termostabili, ovvero resistono bene al calore, rimangono cioè intatti anche durante la pastorizzazione industriale, ecco perché possiamo giovare di questo frutto anche acquistando i succhi industriali disponibili durante tutto l’anno, l’unica accortezza è quella di comprare prodotti senza zuccheri e conservanti aggiunti, prediligendo quelli con il maggior contenuto percentuale di succo.

I melograni sono una buona fonte di vitamina C (un singolo frutto è in grado di fornire il 40 per cento del fabbisogno giornaliero di questa vitamina) e K, acido folico e potassio (che favorisce il corretto funzionamento del sistema nervoso e, grazie al suo effetto diuretico, aiuta anche a far rimanere nella norma la pressione del sangue), inoltre contengono fibre, minerali e composti vegetali. La sua composizione chimica è la seguente: contiene carboidrati, il 78 per cento di acqua, l’1.2 per cento di grassi, il 13.5 per cento di zuccheri, il 4 per cento di fibre, l’1.8 per cento di proteine e lo 0,5 per cento di ceneri.

Diversi studi attestano che questo frutto salvaguarda la salute del cuore, migliorando i livelli del colesterolo; inoltre, gli antiossidanti presenti nel suo succo e nella buccia sono in grado di contrastare i radicali liberi, principali responsabili dell’invecchiamento cellulare e della cute. Il succo di melograno ha un’attività antiossidante ben tre volte superiore a quella del vino rosso e grazia alla presenza di sodio e potassio, il succo della melagrana stimola il ricambio idrico delle cellule riducendo finanche la cellulite.

Spremi melograno
Spremiagrumi alto da banco. Ideale per la spremitura di arance e melograni, facile da usare e da pulire, completamente smontabile.

 

Altre azioni importanti riconosciute a questo frutto sono la capacità di contrastare la ritenzione di liquidi e la conseguenziale sensazione di gonfiore. Una nota sui piccoli semini del frutto: sono ricchi di acido oleico e acido grasso essenziale linoleico, vanno assunti con moderazioni da chi soffre di problemi intestinali, non sono infatti particolarmente digeribili.
Una ricerca a cui hanno preso parte 21 pazienti ipertesi, ha appurato una riduzione significativa della pressione sanguigna nei soggetti ai quali quotidianamente, e per due settimane, era stato fatto consumare 150 ml di succo di melograno (fonte). Un altro studio ha dimostrato che l’assunzione di 800 milligrammi di olio di semi di melograno al giorno per 4 settimane può essere utile per abbassare i valori dei trigliceridi (fonte). Un’altra ricerca che arriva dal Giappone, svolta su alcune cavie da laboratorio e pubblicata sul magazine Journal of Ethnopharmacology, afferma che il succo di melograno potrebbe aiutare le donne a combattere alcuni disturbi della menopausa, come la depressione e la fragilità delle ossa.

Un elisir di lunga vita

I ricercatori del Politecnico federale di Losanna (EPFL) hanno scoperto nel melograno una molecola che può allungare le aspettative di vita nei modelli animali. I co-autori dello studio pubblicato sul magazine Nature Medicine sono andati oltre, hanno fondato un’azienda, la Amazentis biotech, proprio per sviluppare questa molecola (urolithin A) cercando di mettere a punto l’elisir di lunga vita. Il processo di invecchiamento si nasconde nei mitocondri, una sorta di centralina energetiche delle cellule. Lo scorso febbraio 2016, sul magazine Embo Journal un gruppo di ricercatori dell’università britannica di Newcastle, guidato dal prof. Joo Passos, ha pubblicato i risultati di alcuni esperimenti compiuti su colture di cellule umane che iniziavano a mostrare i segni dell’avanzare dell’età. Quando gli studiosi hanno privato le cellule dei mitocondri, le stesse hanno iniziato a “ringiovanire”. La molecola prodotto grazie al melograno, la urolithin A, spiega Patrick Aebischer, co-autore della ricerca sul frutto “È l’unica molecola nota che può dare nuova vita al processo di clean-up dei mitocondri… si tratta di una una sostanza completamente naturale e il suo effetto è potente e misurabile”. In realtà la molecola urolithin A non si trova direttamente nel melograno ma sono gli antiossidanti presenti nel frutto che ne favoriscono la formazione all’interno del nostro microbioma intestinale.

I ricercatori hanno testato l’effetto della molecola urolithin A sul Caenorhabditis elegans, un organismo modello molto usato per lo studio della biologia, un “vermetto” le cui aspettative di vita sono tra gli 8 e i 10 giorni. Si è constatato che i vermi esposti a urolithin A, rispetto a un altro gruppo di controllo, hanno un aumento di oltre il 45 per cento i giorni di sopravvivenza. Impressionati dai risultati ottenuti, i ricercatori hanno continuato a verificare le capacità della molecola nei murini, riscontrando una percentuale maggiore di sopravvivenza molto simile, il 42 per cento. La Amazentis sta attualmente conducendo sull’uomo i primi studi clinici della molecola.

Un frutto di cui non si butta via proprio nulla

Alla radice del melograno vengono attribuite proprietà vermifughe (la scorza era già utilizzata nel XIX secolo per combattere la tenia) e dalla stessa si ricavano anche particolari coloranti impiegati nella cosmesi, mentre con i fiori scarlatti è possibile preparare un infuso (30 grammi di fiori di melograno essiccati e lasciati in infusione per 1 minuto in un litro di acqua bollente) per lavande vaginali. Anche la corteccia dell’albero, molto ricca di tannino, viene tutt’ora impiegata in alcuni paesi dell’Africa per la concia del cuoio.

Quale comprare?

Quando vai al mercato per acquistare dei melograni, a parità di dimensione scegli quello che risulta più pesante, è indice di maggior succo al suo interno. Il colore della buccia non fa  differenza nel determinare la maturazione del frutto. Puoi conservare il melograno in frigorifero per massimo tre settimane.

Nel melograno si nasconde il segreto per restare sempre giovani

Ultima modifica: 2016-12-22T11:20:03+00:00

da Luna



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2 Commenti

  1. […] I chicchi del melograno, frutto chiamato non a caso “frutto degli Dei”, sono ricchi di vitamina C, acido folico, vitamina K e potassio, contengono anche buono dosi di fibre, minerali e composti vegetali bioattivi. Alcune ricerche suggeriscono che il melograno possa avere benefici sulla salute del cuore, migliorando i livelli di colesterolo buono e abbassando quelli del colesterolo LDL (colesterolo cattivo). Nei melograni sono due le sostanze particolarmente benefiche: l’acido punicico e le Punicalagine. La Punicalagine è potentissimo antiossidante (polifenoli) presenti nel succo e nella buccia del frutto, basti pensare che il succo di melograno ha un’attività antiossidante ben tre volte maggiore a quella del vino rosso e del tè verde. In uno studio che ha visto coinvolti 21 pazienti ipertesi (con età compresa tra i 30 e i 67 anni), si è appura una riduzione significativa della pressione sanguigna nei soggetti ai quali quotidianamente, e per due settimane, era stato fatto consumare 150 ml di succo di melograno (fonte). In un altro interessante studio con 51 persone affette da colesterolo alto e trigliceridi, è stato dimostrato come 800 milligrammi di olio di semi di melograno al giorno per 4 settimane possono abbassare significativamente i valori dei trigliceridi (fonte). Sapevi che proprio nel melograno potrebbe nascondersi il segreto per restare sempre giovani. […]

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  2. […] luce su un aspetto importante di un frutto poco consumato, ma importantissimo per la salute: il melograno. Nello specifico, i ricercatori hanno scoperto che alcuni composti del succo del melograno, […]

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