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Nima. Un gadget che analizza il cibo e scopre le tracce di glutine

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Per chi soffre di celiachia, trovarsi davanti una portata elaborata, spesso significa non essere a conoscenza se quel piatto contiene o meno glutine. Da oggi però questo problema potrebbe essere stato definitivamente risolto grazie a un gadget da poco commercializzato. Si chiama Nima, è grande poco più di un pacchetto di sigarette, permette in pochi minuti di analizzare il cibo che hai dinanzi e indicarti se contiene glutine, ne contiene alcune tracce per contaminazione, oppure se quel piatto è completamente privo di glutine.

Nima (come la maggior parte dei test di allergeni) rileva le proteine ​​reagendo con le stesse chimicamente. Utilizza una specifica molecola che si “attacca” alla proteina del glutine, innescando una reazione che produce un segnale visibile, un cambiamento di colore che indica se il glutine è presente in quel campione di cibo o meno.

Per eseguire la prova è necessario prelevare un campione di cibo di piccolissime dimensioni e sistemarlo in una apposita capsula. Il dispositivo elettronico analizzerà il cibo misurando lo standard FDA perché un cibo possa essere considerato senza glutine: 20 parti per milione.

In ogni caso Nima non è destinato a fornire la massima sicurezza. Shireen Yates, uno dei fondatori, tiene a precisare che il dispositivo non può garantire che il piatto che si ha dinanzi sia completamente privo di glutine, piuttosto il dispositivo elettronico deve essere considerato come un valido supporto al processo decisionale.

Il dispositivo Nima costa 279 dollari, ogni capsula intercambiabile costa 5 dollari. Link al sito ufficiale.

Nima. Un gadget che analizza il cibo e scopre le tracce di glutine

Ultima modifica: 2017-05-12T10:30:53+00:00

da Luna

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  1. […] Uno studio portato a compimento presso il Karolinska Institute di Stoccolma, ha visto protagonisti 25 studenti ai quali è stato chiesto di scattarsi un selfie dopo due notti di sonno normale e due notti durante le quali si era riposato solo quattro ciascuna. Le foto scattate sono state fatte esaminare a 122 persone arruolate per strada a Stoccolma. Il risultato lascia a bocca aperta, la voglia di avere contatti social con qualcuno che in foto appare più stanco e desideroso di appisolarsi è del 21 per cento minore rispetto a chi appare più rilassato e riposato. Secondo i ricercatori la spiegazione sarebbe da ricercarsi in un meccanismo che l’uomo avrebbe appreso durante la sua evoluzione, in particolare la ricercatrice Tina Sundelin che ha preso parte al progetto, spiega che chi appare stanco potrebbe potenzialmente essere meno propenso ad avere una conversazione con noi, facendosi semplicemente perdere del tempo. (fonte). Soffri di insonnia? Potresti essere sorpreso di scoprire il perchè del non riuscire a dormire. […]

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