Il Natale è ormai prossimo, si avvicinano così giorni in cui saremo chiamati a fare shopping, cercando di portare a casa buoni prodotti a costi contenuti. Spesso, però, ci ritroviamo casa piena di oggetti che non avevamo pensato minimamente di acquistare, ma che in qualche modo abbiamo voluto fare nostri. Si scopre così che il perché è spesso legato a un fattore psicologico. I grandi brand infatti studiano tattiche di confezionamento pensate con il chiaro intento di farci spendere, spesso senza rendercene conto, un dato, questo, che è stato più volte confermato da studio di esperti di consumo.

Confezionare un oggetto non è quindi una mera operazione meccanica, ma è una vera e propria “ricerca scientifica” che le aziende studiano per capire come il nostro cervello funziona nel momento in cui decidiamo di fare un acquisto; a quanto pare dal momento in cui osserviamo un prodotto, al momento in cui possiamo dare un giudizio sullo stesso – e quindi valutarne l’eventuale acquisto – passa poco meno di un decimo di secondo.

Tuttavia, essendo a conoscenza dei trucchetti che i grandi brand utilizzano per sponsorizzare i loro prodotti, sarà più semplice fare delle scelte mirate, risparmiare, ed evitare di portare a casa oggetti che spesso finiranno nel dimenticatoio di un soffitto o di una cantina.  Se sei quindi pronta per i prossimi regali di Natale, prima di buttarti a capofitto negli acquisti, ti consiglio di leggere questi piccoli consigli che troverai di seguito.

Imballaggi allettanti e trucchi che toccano le corde del cuore

Il trucco più semplice utilizzato per invogliare l’acquisto di un prodotto è quello di adornarlo con fiocchi, nastri colorati, carte lucide scintillanti, cosicché l’oggetto possa sembrare speciale o più lussuoso. Una tattica, questa, che spesso viene utilizzata nei cofanetti regalo. È anche facile notare packaging che riportano figure in grado di toccare la sensibilità del nostro animo: immagini di bambini, cuccioli di animali o qualunque altra foto in grado di toccare le corde del nostro cuore, Una tattica che un certo senso ci porta a essere meno preoccupati di pagare di più il prodotto, quasi come se quella spesa fosse una sorta di obolo a favore dei personaggi stampati sulle confezioni.

Parole semplici, spesso ripetute e in lingua inglese

Un’altra tattica per invogliare l’acquisto di un prodotto è quella di utilizzare frasi semplici, in cui gli elementi chiave vengono più volte ripetuti, così da “martellare” il cervello dandogli modo di credere che quello è realmente il prodotto giusto per risolvere eventuali nostri problemi.

Se ad esempio siamo alla ricerca di uno shampoo in grado di riparare i capelli danneggiati, sarà facile imbattersi in prodotti nei quali la parola “ripara”, campeggia sulla confezione più volte, sicuramente nel titolo, ma anche anche nella descrizione del prodotto, a volte riportata anche in lingua inglese con il chiaro fine di trasmettere nel potenziale acquirente ancora più sicurezza, quasi come ancora oggigiorno i prodotti americani fossero un passo avanti rispetto a quanto di buono prodotto nel vecchio continente: “Total Repair”, “Shampoo riparatore”. O, ancora, riportando esplicitamente sulla confezione località in cui il prodotto è stato concepito “Dai laboratori di Londra, Parigi e New York”, così da evocare un senso di raffinatezza. Per prodotti che nell’immaginario collettivo sono tipicamente legate a un’area geografica ben definita come ad esempio potrebbero essere le alghe, viene spesso utilizzata la tecnica di valorizzare la provenienza del prodotto: sponsorizzare le alghe come elemento proveniente dall’Oriente e non dal mare vicino casa nostra, sull’acquirente finale ha sicuramente un impatto diverso.

E non solo, dai un’occhiata ai bollini e slogan: spesso riportano termini coniati per trasmettere sicurezza, professionalità, esperienza nel settore, spesso con frasi magari di poco senso ma farcite di termini scientifici che lasciando intendere che si tratta di un prodotto all’avanguardia: “Serie Expert”, “Bioactive”, Ultrasystem”.

Una questione anche di colore…

Il 90 per cento delle persone tende a dare un primo giudizio su un prodotto basandosi sul colore della confezione, un dato che scaturisce da una ricerca condotta dagli specialisti di marketing di WebpageFX. E così diversi brand utilizzano il colore proprio per farci percepire sensazioni specifiche. A tal proposito è emblematico il caso della lattina Coca-Cola bianca, un’edizione speciale commercializzata qualche anno fa in occasione di una campagna di sensibilizzazione per gli orsi polari. Sebbene il prodotto all’interno della latina fosse rimasto identico, molte persone lamentavano un gusto meno dolce.

cartoccio-patatine-fritteIl rosso è riconosciuto come intenso colore emozionale, in grado di stimolare finanche il respiro e il battito cardiaco, ma anche in grado di indurre l’appetito, non a caso è il colore scelto dal fast food McDonald’s. Il bianco, viceversa è simbolo di purezza e semplicità, il che lascia solitamente pensare che il prodotto alimentare di riferimento non contiene molti ingredienti. Il colore che tende a farci spendere di più è il nero, che spesso viene utilizzato per trasmettere senso di lusso, eleganza e raffinatezza; il verde viene impiegato per prodotti che vogliono trasmettere il senso di alimento particolarmente sano; il colore arancione è invece spesso usato per suggerire prodotti di buon valore o particolarmente convenienti.

Per lui, per lei, per il tuo bambino…

Soprattutto in occasione delle feste, come per esempio quella del prossimo Natale, sono molti i brand che sponsorizzano chiaramente i loro prodotti etichettandoli per una diversa classe di persone. E così ci si ritrova etichette che catturano l’occhio con frasi del tipo: “Per lui”, “Per lei”, “Per il tuo bambino” e via dicendo. Frasi che ci incoraggiamo a pensare a parenti amici, quindi a comprare un pensiero anche per loro, magari contornate da claim che stimolano l’aspetto sentimentale.

Regali di Natale. I trucchi degli esperti marketing per farci comprare i loro prodotti

Ultima modifica: 2016-11-03T12:47:06+00:00

da Luna



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