Sapevi che il tè è una delle bevande più consumate al mondo e seconda solo all’acqua? In America, quasi l’80 per cento delle persone beve tè. Generalmente ci si limita a bere il classico tè nero, in realtà esistono oltre 3000 varietà di tè, così come anche tantissime varietà di tisane, che con il tè, tuttavia, non hanno davvero nulla a che vedere. Scopriamo insieme il perché.

Che cosa è il tè?

Pianta del tè
Pianta del tè

Tecnicamente il tè si ricava esclusivamente da una pianta conosciuta come “Camellia Sinensis”, le cui foglie e germogli vengono utilizzati per produrre il tè; a seconda di come le foglie vengono lavorate, si potranno così ottenere diverse varianti di tè, da quello nero a quello verde. Come pianta selvatica il tè si trova in pochi posti al mondo, nella fattispecie in alcune zone dell’Asia, Africa e terre dell’America meridionale. La scoperta del tè in Europa la si deve ai Portoghesi, che, nel XVI secolo, lo importarono nel vecchio continente dalla Compagnia Olandese delle Indie Orientali, in Europa viene coltivato solo nelle isole Azzorre.

Per germogliare al meglio il tè ha bisogno di un’estate calda e umida con inverni non troppo secchi. Esistono sostanzialmente due varianti di pianta, la Camellia Sinensis Sinensis, originaria della Cina, e la Camellia Sinensis Assamica, originaria dell’India.

In pochi sicuramente sanno che il tè nero si ottiene da un comune processo di ossidazione delle foglie, lo stesso processo che rende le banane marroni. La variante di tè conosciuta come “oolong” – chiamato anche tè blu o tè qing – rappresenta una via di mezzo tra il tè verde e quello nero – si tratta di un tè semiossidato prodotto in Cina e a Taiwan, la sua caratteristica, oltre al colore, è quella di essere povero di teina. Il tè oolong, che significa “drago nero”, preferito dai cultori dei sapori intensi e aromatici, si gusta appieno se si lasciano le foglie libere di galleggiare nella teiera. Infatti, durante l’infusione le foglie, originariamente attorcigliate, raddoppiano di volume.

Ma come si ottiene il processo di ossidazione? Le foglie del tè vengono lasciate appassire in ceste di bambù all’aria aperta, in questo modo i bordi delle foglie iniziano il processo di ossidazione assumendo un colore rossastro, un processo naturale che avviene grazie alla reazione chimica dell’ossigeno, naturalmente presente nell’aria, con le sostanze chimiche rilasciate dalle foglie stesse durante la macerazione. Rispetto al classico tè nero, l’unica differenza di produzione consiste nel variare il tempo di fermentazione, che nel caso del tè oolong viene ridotto dal 25 al 60 per cento.

Nella produzione del tè verde, le foglie, subito dopo essere state raccolte, vengono insufflate con vapore, così facendo si inibiscono gli enzimi contenuti nelle foglie che permettono alle stesse di avviare il processo di fermentazione; le foglie vengono quindi disposte su tavole di legno e così avviato il processo di essiccazione.

Di varietà di tè, oltre al già citato oolong, ne esistono davvero tante, dal tè verde non fermentato, al tè bianco (tanto di ricco di antiossidanti), fino al tè nero fermentato.

Che cosa è una tisana?

Le tisane, o infusi, in realtà non sono dei tè (non provengono dalla pianta Camelia Sinensis), si tratta, invece, di infusi a base di foglie, cortecce, radici, bacche, semi e spezie. Le tisane comuni includono la menta, la camomilla, frutti di bosco, rooibos (conosciuto come redbush o tè rosso africano) etc. Le tisane generalmente si assumono con uno scopo ben preciso: rilassarsi, depurare il corpo, dimagrire, oppure per curare alcune disturbi come tosse, mal di gola, insonnia, stati d’ansia etc.

Una grande differenza chimica tra il tè e le tisane è la presenza della caffeina. Tutti i tè possiedono naturalmente caffeina, le tisane no. La quantità di caffeina varia da un minimo di 35 milligrammi ogni quasi 230 grammi nel tè verde a un massimo di 90 milligrammi nel caso del tè nero. Gli infusi non presentano invece caffeina, il che li rende ideali da sorseggiare anche prima di andare a letto.

Anche, il tempo medio di fermentazione tra tè e tisane deve essere sensibilmente diverso; per il tè è opportuno che sia relativamente breve, 2-3 minuti, per le tisane, invece, a seconda dell’infuso, si va dai 4 ai 10-15 minuti, un tempo sensibilmente più lungo rispetto al tè, per dare modo alle foglie, o alle altre componenti, di esprimere tutto il loro aroma.

Come conservare e come preparare un buon tè

Il tè va conservato in un posto asciutto, in contenitori ermetici, al riparo da profumi che potrebbero contaminarne l’aroma e soprattutto al riparo dall’umidità.
Nel caso di tè in bustine, meglio scegliere quelle realizzate con tessuto trasparente e biodegradabile. Bisogna sapere che più la foglia del tè viene ridotta in polvere, più gli aromi in essa contenuti degradano e ciò si percepisce soprattutto per i tè verdi e i tè bianchi; l’ideale sarebbe quindi quello di utilizzare bustine che contengono foglie intere di tè, prima di procedere all’acquisto tenetelo sempre bene a mente.

Durante la preparazione di un buon tè, bisogna prestare particolare attenzione anche all’acqua di infusione, è opportuno infatti non scaldarla più volte, questo perché si ridurrebbe di molto l’ossigeno in essa contenuto e quindi si pregiudicherebbe l’aroma del tè stesso. Sempre in merito all’acqua, c’è da dire che a seconda della tipologia di tè, sarà necessario avere delle accortezze diverse: in caso di di tè neri l’acqua dovrebbe essere portata alla temperatura di 95-100° e poi utilizzata, per quelli verdi, dopo aver raggiunto il punto di ebollizione, prima di aggiungere il tè, l’acqua andrebbe fatta raffreddare per qualche minuto e raggiungere la temperatura di 70-80°. In ogni caso, l’acqua impiegata dovrebbe essere sempre povera di calcio, questo minerale, infatti, “ruba” sapore al tè. Se parliamo di bustine, per ogni bustina di tè vanno impiegati massimo 150 ml di acqua di infusione, oltre otterremmo un tè molto diluito. Nel caso di di tè sfusi, la raccomandazione è quella di non superare mai la misura di 2,5 grammi di tè per tazza.

Particolare attenzione va posta anche alla teiera, deve essere sempre di porcellana o ceramica e mai di metallo; i metalli, infatti, fuorché l’argento, potrebbero alterare il sapore del tè in esso riposto.

Curiosità

– Dopo aver consumato una bustina di tè, non buttarla via. Le bustine sono ottime per rimuovere le macchie da pomelli e mobili, per dare un tocco di profumo agli armadi o per lucidare i preziosi in argento.

– La massima resa dalla pianta del tè si ha tra l’ottavo e il nono anno di vita, mentre la massima resa del raccolto si ha in estate e in autunno, anche se il prodotto più pregiato si ottiene dai raccolti fatti in primavera.

– In una giornata di lavoro tipo, un raccoglitore di foglie di tè stacca mediamente 25 chilogrammi di foglie. Occorrono quattro chili di foglie fresche per produrre un chilo di tè nero.

– Il tè più caro presente nel catalogo della prestigiosa Mariage Frères è il Thé Jaune Cinq Dynasties che costa 60 euro ogni 20 grammi.

Tè e tisane. Trucchi e consigli per gustarli al meglio

Ultima modifica: 2016-05-11T16:23:47+00:00

da Luna



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1 commento

  1. […] alla ricerca degli studi condotti sul tè verde, di seguito ti riporto cosa ho scovato e perchè preparare un tè o una tisana può fare davvero bene alla nostra […]

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