Il cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta comune nei paesi del Mediterraneo, membro della famiglia delle Asteraceae, che comprende anche i girasoli e margherite. Il cardo mariano si caratterizza da una rosa di foglie spinose, i cui fiori, che raggiungono la maturità durante il periodo estivo, si contraddistinguono per il loro colore rosso porpora; i frutti sono di colore nero con macchie di colore giallo. Il nome cardo mariano deriva da una tradizione cristiana, secondo la quale le striature bianche sulle foglie della pianta, rappresentano il latte di Maria Vergine, perso nel periodo di fuga in Egitto durante l’allattamento di Gesù Bambino durante un riparo di fortuna avvenuto in una vegetazione di cardi. Dioscoride Pedanio, medico, botanico e farmacista greco, fu il primo a descrivere le proprietà curative del cardo mariano nel corso dell’anno 40 dC.

I semi del frutto del cardo mariano sono ricchi di flavonoidi antiossidanti (silibina, isosilibilina, diidrossisilibilina, silidianinina e silicristina) che prendono il nome di silimarina, un composto in grado di combattere lo stress ossidativo e che la scienza ritiene particolarmente importante per proteggere il fegato dalle tossine, anche quelle prodotte da alcuni farmaci, dai cibi che ingeriamo e quelle che assorbiamo direttamente dalle esposizioni ambientali; questo flavonoide è di fatto un inibitore della perossidazione dei grassi, regola la permeabilità cellulare e inibisce la formazione di metaboliti ai quali è imputabile il danno epatico.
Preparazioni a base di cardo mariano sono stati utilizzate nella medicina tradizionale per migliaia di anni, non solo come elemento per purificare il fegato, ma anche per far fronte a malattie renali, avvelenamenti accidentali, tenere sotto controllo il diabete, favorire la fertilità, anche se la scienza oggi giorno non sempre avvalora questi utilizzi.

Per cosa è buono il cardo mariano? Ecco cosa dice la scienza

In uno studio del 2015, i pazienti che hanno abbandonato il loro dosaggio di statina, favorendo un supplemento di cardo mariano e curcuma, hanno mantenuto i livelli di colesterolo più bassi rispetto alle persone che hanno ricevuto un placebo. In merito sono necessarie ulteriori conferme scientifiche, ma se altre ricerche dovessero avvalorare questo primo studio, si potrebbero mettere a punto nuovi rimedi per ridurre anche il rischio di malattie cardiache.

Nessuno studio ha dimostrato che l’assunzione di cardo mariano previene o cura gli effetti di una sbornia, ma assumere cardo mariano un paio di giorni prima di una serata in cui magari si prevede di alzare il gomito più del dovuto, potrebbe offrire una protezione alle cellule del fegato.

Nel 2011, ricercatori thailandesi hanno passato al setaccio nove studi precedenti che riguardavano per l’appunto il cardo mariano; hanno così scoperto che gli estratti di questa pianta possono fornire un modesto miglioramento nel controllo della glicemia a lungo termine. Invece, uno studio più recente, svoltosi in Iran, ha esaminato l’impiego del cardo mariano su 40 persone affette di diabete di tipo 2; a metà dei partecipanti è stato somministrato un supplemento di cardo mariano per 45 giorni, mentre l’altra metà è stata trattata con un placebo. Dai risultati del test è venuto anche fuori che coloro che hanno assunto cardo mariano hanno mostrato livelli più alti di antiossidanti nel sangue, suggerendo che gli estratti della pianta possono fornire protezione contro i danni provocati dai radicali liberi.

Nel 2008, ricercatori del Dipartimento di Dermatologia presso la University of Alabama di Birmingham hanno confrontato gli effetti della forte esposizione alla luce UV sulla pelle dei topi; i ratti da laboratorio che avevano ricevuto nella loro dieta per un certo lasso di tempo un estratto di cardo hanno mostrato molto meno danni sulla pelle rispetto ai topi che non hanno ricevuto lo stesso trattamento.

– Contro l’epatite virale e l’avvelenamento da funghi
Il cardo mariano è ampiamente utilizzato nel trattamento dell’epatite virale (specialmente epatite C). Tuttavia, gli studi mostrano risultati contrastanti. Alcune ricerche hanno appurato miglioramenti nella funzionalità epatica, altri no. In uno studio su 16 pazienti che non hanno risposto alla terapia con interferone e ribavirina, il cardo mariano ha ridotto significativamente la carica virale di epatite C. In 7 dei soggetti il ​​virus è sceso a livelli non rilevabili dopo 14 giorni di terapia.

– Usato anche per l’avvelenamento da funghi
Sulla base di antiche tradizioni, il cardo mariano è stato utilizzato come antidoto d’emergenza per l’avvelenamento dal fungo conosciuto come Amanita phalloides. Gli studi sugli animali hanno rilevato che l’estratto di cardo mariano neutralizza completamente gli effetti tossici del fungo quando somministrato entro 10 minuti dall’ingestione. Se somministrato entro 24 ore, si riduce notevolmente il rischio di danni al fegato e la morte. (fonte)

Come si assumere il cardo mariano e le controindicazioni

Il cardo mariano secco è disponibile sotto forma di capsule da 200-400 mg. Per l’assunzione chiedi sempre il parere del tuo medico curante che conosce bene il tuo stato clinico e può suggerirti, meglio di chiunque altro, la terapia da seguire, anche il cardo mariano, così come qualunque altra erba, potrebbe interagire con farmaci e creare effetti molto dannosi per il tuo organismo.
Il cardo mariano non dovrebbe essere assunto da donne in gravidanza, da persone affette da ipertensione (nel cardo si riscontra infatti la presenza di tiramina, sostanza che stimola la secrezione di catecolamine con il conseguente aumento della pressione arteriosa), da calcoli alla colecisti.

Per chi volesse preparare una tisana di cardo mariano:versare 150 ml di acqua calda molto calda in un contenitore nel quale avrai riposto 2 cucchiaini di semi di cardo mariano tritati. Far riposare il composto per 15-20 minuti, poi filtrare e berne una tazza tre volte al giorno, mezz’ora prima dei pasti e per un periodo di 2-3 settimane.

Tutte le proprietà del cardo mariano. Ecco perché fa molto bene al fegato

Ultima modifica: 2016-12-09T13:47:45+00:00

da Luna



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3 Commenti

  1. […] anche la clorofilla può contribuire a purificare, disintossicare e fornire nuova energia. Il cardo mariano aiuta a eliminare le tossine: riscalda 250ml di acqua, poi aggiungi un cucchiaino di semi di cardo […]

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  2. […] di integratore, può aiutare a proteggere la vista. Alimenti come broccoli, noci, aglio, asparagi e cardo mariano (possibilmente sotto forma di estratto secco titolato in silimarina) possono aiutare il corpo a […]

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  3. […] è ottimo per la diuresi e per smaltire la bile dalla cistifellea. Tisane a base di carciofo e cardo mariano, invece, sono un toccasana per il fegato e per la diuresi. Puoi preparare una tisana depurativa col […]

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